Sharm el Sheikh: l'investimento perfetto


Foto della spiaggia

La scintilla

Già negli anni ’60 mi chiedevo: qual è il posto più vicino all’Europa con le condizioni ideali per accogliere turisti? Nel novembre 1991mi portarono a vedere una località del Mar Rosso, all’epoca del tutto sconosciuta: Hurghada. Non c’era nulla. Ma sole e mare erano fantastici, meravigliosi: avevo capito subito che si trattava di un grande business: la scintilla era scattata, ma non era perfetto. E io volevo la perfezione. In Mar Rosso, che all’epoca era vergine, continuai a cercare. Non c’era quasi nulla.

Il cantiere nel 1993

Il primo cantiere Coral Bay

Un giorno eravamo usciti in barca, all’inizio di dicembre e, rientrando in porto, poco prima che diventasse buio, notai la baia dove ora sorge il Coral Bay. Avevo davanti a me la perfezione. Immediatamente pensai che era la baia dei miei sogni, quella fatta per me. Vi era, e vi è, una barriera corallina da tutte le parti, due spiagge sterminate, era terrazzata in modo da avere vista mare da ogni angolo di osservazione. Andai dal governatore del Sud Sinai, che mi rispose: “Fate quello che volete. Tanto è deserto.” Cominciò l’avventura, con investimenti importanti.

La prima camera del Coral Bay

Un buon affare

I venditori del terreno fecero un buon affare: avevano comprato pagando una Lira egiziana al metro quadrato e venduto, dopo relativamente poco tempo, a tre lire. Certo che oggi, in aree della zona meno belle di Coral bay, i terreni vengono valutati mille sterline al metro quadrato.
Ernesto Preatoni insieme ad Alba Parietti e Omar Sharif

La carta vincente

Le vendite andarono subito bene e questo ci procurava i flussi di cassa per completare l’investimento. La carta vincente furono Alba Parietti e Omar Sharif: al tempo erano al top della carriera e decisi di puntare su di loro come testimonial. Cominciai a organizzare qualche aereo di giornalisti e possibili acquirenti degli immobili, portandoli sul posto.Rimanevano tutti colpiti. C’era un sentimento particolare anche se come fornitura di servizi non era la Sharm di oggi. Per esempio non c’erano ristoranti e mi ero organizzato con pescatori locali: cucina naturale, pesce fresco e aragoste appena pescate. Poi le cene nelle tende dei beduini, che erano diventati amici. Funzionò: le prime 15 ville vennero vendute subito e l’investimento decollò.
Il Domina Prestige, oggi.

Un grande progetto

Un progetto a cui tengo molto è la creazione di un Lago di Como in miniatura alle spalle di Coral bay: sono convinto che ci riuscirò. Naturalmente sarà balneabile, navigabile, con acqua salata. Senza barriere coralline, ma pazienza, non importa. Così la gente potrà avere quello che vuole: la villa in prima fila, sull’acqua. E dietro al lago le montagne della catena del Monte Sinai. È un grande progetto, da 2 miliardi di investimenti in sei anni. Sharm el Sheik è stato un ottimo investimento che avrebbe potuto però essere ben più importante.
Il Domina Colar Bay (foto di Franco Armocida)

L’iniziativa

Milano, 29 agosto 2013 – Domina Coral Bay ha lanciato Domina Coral Bay per l’Egitto: con questa iniziativa il più grande l’albergo di Sharm El Sheikh ha messo a disposizione un soggiorno gratuito a tutti i turisti che hanno prenotato una o più settimane di vacanza all’interno della propria struttura.

“Ho deciso di lanciare questa iniziativa – ha spiegato Ernesto Preatoni, il fondatore del Domina Coral Bay – perché voglio essere ancora una volta il primo a raccogliere una sfida: rilanciare il turismo in Egitto. Voglio dimostrare a tutti coloro che conoscono il nostro albergo, ma anche a chi non lo ha mai visitato, che, nonostante i disordini che si sono verificati nella capitale, la situazione a Sharm è tranquilla, che non si corrono rischi e che il villaggio è oltremodo sicuro”.

“La sospensione dei voli charter verso Sharm da parte di alcuni tour operator ha messo a repentaglio migliaia di posti di lavoro in un Paese già stremato e per il quale il turismo rappresenta una risorsa economica essenziale: solo nel nostro albergo lavorano oltre 2mila dipendenti, in gran parte egiziani ma anche molti italiani – ha spiegato Preatoni –. La mia vuole essere un’iniziativa concreta per aiutare il Paese a ripartire e spero dimostri che tengo all’Egitto, un Paese al quale mi sento legato non solo per una mera questione di business.”

Veduta aerea del Coral Bay